Se
Alboraletti Enrica
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se
dal profondo l'essere sconosciuto or grida urla
svanito quel filo sottile che ancorava la speranza di regger la tempesta
li nascosto nel porto dell'anima
in balia della marea annaspa
non muore
affogato da flutti di schiuma salata
amaro di fiele versato vomita dolore
mischiato all'onde
naufrago alla deriva su spiagge sconosciute asciuga il suo pianto
ancora attende
nel tempo a venire
una mano
che delicata sorregga il suo amore
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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