In un angolo ottuso dell'orologio

Trattenevo nel mio torace
un ricordo cobalto
di irripetibile,
di sole,
del tuo sguardo.
Nell’attimo di quel giorno,
con le parole incagliate
ad una stilografica.
La porta socchiusa
a segnare la scadenza
dei nostri respiri vicini.
In balia
della lancetta dei secondi.
E con gli occhi rivolti a terra
e le mie ore,
sconfinavo in te
per fermare il tempo.
Per adagiare
garbato silenzio
in un angolo ottuso dell’orologio.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Giovanni Facchetti22 novembre 2013
Una bella composizione che sembra quasi scritta per cercare di fermare il tempo di un momento indimenticabile. Apprezzata davvero

