Al di là delle Vene del Tempo

Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una
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Ungaretti scrisse " La morte si sconta vivendo"...un altro contesto, altre premesse... ma mi è piaciuto molto il suggello finale (vorrei dirvi poi che la Vita si conquista morendo") dato dal nostro autore perché ricco di spiritualità anche se quel "vorrei" indica chiaramente i limiti di ciò che è solo una speranza umana e non una certezza. La poesia mostra senza remore le nostre debolezze e la nostra fragile condizione, la nostra "ignoranza" di fronte al mistero dell'esistenza e alla capacità di comprenderlo. Nel contempo, accenna indirettamente alle nostre forti potenzialità perché il "nostro tempo" quello cioè di ognuno diventi fertile.
La paura s'addensa quando si resta ancorati alla terra, ma se impareremo ad utilizzare al meglio le potenzialità dello spirito, ogni paura non avrà modo di esistere e potremo sperimentare, fin da adesso, che l'eternità inizia proprio da qui. Bellissima lirica, davvero profonda, condivisa in toto.


