Inferno
V'è un girone più sotto all'Inferno,
non visitato ancora da anima viva,
ove giaccio inerme su di una riva
ch'aspra s'affossa nel cerchio più interno.
Chi del suo amore ha avuto timore
quivi si sdraia, così come io faccio,
credendo d'esser legato al braccio
si lascia preda del suo stesso amore.
Un sogno s'apre che la mente stordisce,
incerto il tuo volto dai miei occhi affiora
e muta, la mia carne lì scolorisce.
Muovo la mano, ed ecco che allora
come fumo si disfa e rapida svanisce,
e piangerei per poter sognare ancora.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!