"Le favole del mare"
Stefano Drakul Canepa
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le poche stelle
brillavano per gioco
e senza tempo (D)
Il sole mentiva sempre
anche quando le lacrime di giada
sfioravano mattine pallide
e le onde stringevano una nuvola nera
Di giorno era più facile svanire
fra le mura chiuse al cielo
e niente da provare al mondo fuori
mentre la strada malediceva i sogni
Il tramonto ingannava sempre
anche le parole più semplici esitavano
passi e labbra da incontrare nel diverbio
di un volo secco, senza dolori
Di notte era più semplice morire
e a volte uscire con la luna in tasca,
complice del male e delle stelle.
Belle per un'ora, una stagione sola
Per poi dimenticare le favole del mare.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella26 novembre 2013
Favole di un mare che sembra quasi non voler abbandonare i sogni... i tratti delle ombre... Seppur svaniscono come soffio nel passaggio di stagioni. Suggestiva, intensa, come sempre di grande stile. B r a v o
carla composto27 novembre 2013
un amore tormentato, come anche nelle favole accade, versi incisivi e belli ...sempre originale le opere del bravo autore...


