Parole alla luna
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“ …son rimaste risate sguaiate unite a paure della luna piena.” Vive però la lena del canto che si volge ai giorni scorsi che erano ubertosi e pieni, se è vero che quest’ oggi “sui sentieri brulli si vaga”. Si ascolta la memoria si assiste alla sconfitta di speranza, posata come polvere sopra la nuova strada, che pare ferma lì, e non si allontana a cercare le sfide di orizzonti, che sapevano d’ impulso e di entusiasmo. Si è arresa, dunque, infine, l’ illusione? “ Son troppe le parole ad occhi chiusi sussurrate”, così si sfata l’ illusione e ci si volge a guardare ciò che manca, mentre l’età che corre sopravanza “le cose ormai svanite”. Non resta che il canto, il libero pianto del poeta che alla luna volge un’ ultima preghiera.
Sembrano sbattere su un muro le confessioni e i desideri regalati nel tempo alla luna, ritornano indietro spogliati di quella speranza che li rivestiva, lasciando soltanto immagini annebbiate, ricordi dei tanti amici che non ridono più con noi, privandoci anche della gioia nel sorgere del sole, Una lirica estremamente triste e malinconica in cui anche la luna non è più il rifugio del cuore.


