"Paura di morire ancora"
Stefano Drakul Canepa
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il mare aveva
solo paure lasciate
al vento freddo (D)
Il mare ora dormiva da secoli
e ricordava quelle notti chiare
lasciate nel tempo dell'estate
a pochi cuori puri di rubino
Strane le parole allontanate
per un'alba senza orizzonte
e le rade nere fronde che mai
promettevano la resa al sole
Le speranze tremavano da anni
ma le sere attraversate dal buio
erano presagi accesi al vento
sul ritmo di un ricamo malato
Graffi di vergogna alla luna
e piccoli rintocchi di rimpianto
tenuto vivo per poi svanire
con i primi freddi dell'autunno
Raggi che il giorno nascondeva
Per paura di morire ancora.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella28 novembre 2013
Un mare che appare addormentato nel ricordo dell'estate... e un cuore di rubino che conduce il pensiero al tramonto... quando erano i raggi a scaldare... Ma poi tutto scorre e alle porte dell'autunno il ritmo è solo vento, nubi. In questo scenario scuro il sole ora si nasconde quasi per timore... per paura di morire ancora nel corso delle stagioni. Suggestiva, intensa e toccante. B r a v o .

