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Morte 29 novembre 2013 · lettura 1 min · 2374 letture

"Il veleno dei vespri"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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bevo veleno per soffiare via il cuore e forse l'alba (D) Me ne andavo sempre al mattino e se la luce chiudeva il cuore tremavo oscurità e pallide nuvole fatte per danzare al primo sole Il giorno era una promessa uccisa e nessuna danza poteva soffiare venti di ricordo disceso in volo. La notte non aveva lune da rubare Mi nascondevo fra le mura nere in attesa di una nostalgia malata e di quei piccoli segreti ignoti che rendevano terra al mio dolore La sera era un velo di incertezza, brezza colorata sui tramonti d'oro che disegnavano le ombre fragili evaporate con il veleno dei vespri L'inverno cullava solo i fiori neri, Petali di tenebra da morire a sera.
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Immagine: Dark Clouds by pociej

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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)

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Tonia Fracella29 novembre 2013

Un passaggio di riflessi che va dalla notte all'alba ma con la preferenza di restare nello spazio scuro, quasi un senso di protezione in quelle mura nere... e si attende lì perché tutto il resto appare come un incertezza. Mentre il vento dell'inverno accarezza petali di tenebre. Una poesia di grande impatto... In un ritmo intenso velato dai toni scuri.