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Fiabe 4 dicembre 2013 · lettura 4 min · 1261 letture

Il vetro fatato

Lady Hawke 7 poesie pubblicate
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Ofelia viveva in una buia grotta, nel cuore della foresta dei venti, perché un giorno perse la rotta in una spirale di sentimenti. Un vetro magico la proteggeva, isolandola dal mondo esterno; al sole e al gelo quello resisteva, era lì d'estate come d'inverno. Accadde però, che una notte un Principe giunse nella foresta. Era diretto a una festa, ma si perse sulla scia di un riflesso d'argento. Al galoppo del suo nero destriero, si inoltrò in un sentiero incantato sperando di trovare un tesoro nascosto, in quel luogo incontaminato. Ma non trovò alcuna fortuna quando infine giunse alla grotta, bensì una donna in un buio anfratto che splendeva più della Luna. Un abito bianco, come cometa le cadeva sulle pelle di seta, emanando bagliori d’argento, in quel luogo solitario e spento - triste sipario ch'oscurava le stelle e ogni altro lume del firmamento. Una lunga cascata di fiori i capelli, chioma ribelle posta a cornice d'un volto ch'era la risposta terrena ai sogni più angelici e belli... Il cavaliere era ipnotizzato: il Paradiso si era rivelato, in quel luogo dimenticato... Era così bello - da mozzare il fiato. Ofelia lo osservava con timore senza l’ombra di un sorriso, mentre un vivido pudore le imporporava il viso... ll cavaliere le domandò chi fosse. La bocca vermiglia si mosse, un palpito corse sulle labbra rosse, ma non si udì alcun suono, oltre al frastuono del loro cuore... E fu sincronia d'un battito, perfetta armonia d'amore, scintilla fugace - un attimo - preludio d'eterna unione... Egli provò in quell'istante un desiderio irresistibile di liberarla per stringerla a sé seduta stante e da quella prigione salvarla... Si avventò prima con la spada, poi con un'ascia, ma il vetro che pareva un fragile velo perché non si infrangeva? In quel momento, come per magia, un folletto comparve sulla via, e in un balletto recitò questa poesia: “La bella fanciulla fu qui imprigionata un giorno di maggio da mano fatata. Il vetro non cela la sua pura bellezza, ma sempre la priva di quella dolcezza che così facilmente potrebbe avere e che la folle continua a temere! La fata in guardia la mise un giorno: - “E’ bello l’amore, guardati intorno!” Ma ella aveva una spina nel cuore, che la causava un grande dolore... La fata le disse “Soffri tu ora ma ahimè soffrirai di più ancora quando l’amore da qui passerà e mai tra le braccia ti stringerà”. Il Principe ascoltò attentamente, sperando in una rivelazione che spezzasse la maledizione, ma scoprì infine di essere impotente. Non per il volere di una strega ella soffriva ma per un folle desiderio di difendersi dall’amore, e più lui si avvicinava con passione, più lei indietreggiava, schiva... Egli posò le labbra ardenti sul vetro crudele, senza causar mutamenti e tetro nel volto, si allontanò a galoppo... La bella Ofelia, rimasta sola, vacillava... Con passo incerto, si avvicinò al vetro e posò le labbra dove il Principe aveva lasciato quel bacio da tanto tempo bramato... In un lampo, il suo passato così vuoto, così sbagliato, le offuscò i sensi e la Ragione e fu la vittoria dell'Emozione. Sentì qualcosa spezzarsi nel petto perse le forze, cadde a terra di getto. Così insopportabile divenne il rimpianto che il suo piccolo cuore, infine, fu infranto. Mille frammenti di vetro caddero disperdendosi ai suoi piedi... L’incantesimo era spezzato, ma ormai il Principe se n'era andato... Le sembrò che il mondo intero l’avesse dimenticata, abbandonandola al suo destino di vecchia bambola, o misero burattino... Sarebbe rimasta così in eterno, - la novella sposa del Dolore - quando l'indomita voce dell'Amore la chiamò, salvandola dall’Inferno: “Alzati, lui non ti ha mai dimenticata. Ora che l’antica magia è spezzata, corri presto tra le sue forti braccia, così il Dolore perderà ogni traccia della fanciulla che ama sì tanto da tramutarne la Gioia in pianto.” Ofelia, così rinata alla Vita, non visse più da triste eremita.
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L'autore
Lady Hawke

- "Where is the woman?" - "She flew away."

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