Sono un uccello dalle ali di cristallo
Hariseldom
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Acqua,
fango sino al mento
poi silenzio,
la morte compagna
dei mie istanti.
Sono uccello dalle ali di cristallo
della mia vita
ho fatto scempio
e la mia mente vaga
sino al sacro tempio,
un Dio mi dona
di fuoco un atroce ballo.
Scoppi di barattoli di sugo
oscene divaricazioni di cordoglio,
volo
tra inferni bianchi
e paradisi in bocce di vetro
cinesi
di poco prezzo.
Organi
suonano di moltitudini di vecchi
che scarnificano la pelle
dei perdenti
mentre in un cielo di tregenda
s'accumulano nubi di tempesta.
Vita
fuggi da queste unghie
che il tempo d'esser vivo
già è perduto,
io volo
e volando le mie ali
riflettono i lampi,
volo
e non chiedo rimorsi
o stracciati pianti.
Il poeta
senza Dio
vaga nell'universo
scontrandosi con il destino
sempre avverso.
Non pregate
per un uccello di cristallo
la mia follia
ha ghiacciato
l'ultima donna
del paradiso degli storpi.
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Hariseldom
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