Folle cantor d'amor perduto
Sandrine Novelli
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Fluttuava lieve
come appagata
al sogno,
nell'ondeggiar di maree
scivolando
fra risa repentine
d'improvvisi baci,
disteso mare
ne gelò
il vivere.
Scarni occhi,
d'orbi sorrisi,
nel nero tumulto
del viver senza sole,
tetre notti.
D'un improvviso brivido
rivive la sua pelle
memore di giochi d'onde
e carezze,
ed ameni baci.
Respirerei in te vita,
nelle funeste albe
della tua assensa,
sempre di Te,
immemore.
Io, novello Orfeo
lamentai agli Dei,
che ti riconducesser meco,
intonai un cantico,
gridai per Te,
reclamandoti in calde lacrime
nell'insana insonnia
di quell'amor spezzato,
Proserpina impietosa
ammansii,
Plutone accordò
ed ecco dalla nera valle
tornerai.
Un gesto, uno solo
effimero istante,
al gelido tocco
delle tue diafane,
gelide membra,
mi voltai,
in quel sol sguardo
e nel gelo del
tuo non esser più
svanisti.
Folle fui, sapevo
t'avrei perduta,
eppur mi voltai.
Addio Euridice,
m'è cara di te
giovanil memoria.
Errai cantando
al mondo
nell'incertezza
della mia follia!
Come insano
cantor perso,
d'amor perduto.
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Sandrine Novelli
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