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Sociale 5 dicembre 2013 · lettura 1 min · 537 letture

Povera Italia

Turan 989 poesie pubblicate
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È in assenza di valori che si posa sul niente la parola solo rabbia e titoli espressi a tutte l’ore idee confuse lanciate con disprezzo in ogni dove tanti cani rabbiosi alla catena pronti ad azzannar chiunque comandati a distanza da un padrone non è possibile esprimer l’opinione non c’è confronto in quest’arena son tutti lì pronti ad infilarti col forcone “io sono un Dio come osi paragonarmi a te coglione oppure son tutti stronzi mandiamoli a casa e andiamo oltre quella è una troia quello è un pervertito cazzo se non stai zitto ti infilo in culo un dito” questo è quello san dire che san fare questa è la politica è il nostro vivere attuale sì andiamo alle elezioni torniamoli a votare ma cosa cambia neanche una rivoluzione servirebbe a quest’Italia devastata a quelli come me che sono tanti che questa non politica non l’hanno più votata.
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leggo sui vari social affermazioni che mi lasciano sbalordito, leggo l'ignoranza di chi non sa, la vigliaccheria che si nasconde dietro a muri di niente, l'arroganza, la presunzione, la violenza senza scopo ... oggi pare che chi ha vissuto il 68 sia un debosciato stronzo, chi aveva degli ideali sia un marziano da rispedire oltre l'orbita terrestre, offeso e messo alla gogna da tutte le classi pseudopolitiche, vecchie o nuove che siano... eppure se mia figlia volesse lottare per quegli ideali di allora... io ne sarei felice.

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Commenti (4)

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Idalgo Visconti5 dicembre 2013

68... movimento che ha terrorizzato le varie classi di potere... Classi che hanno saputo ben infiltrarsi per distruggerle (Ferrara e D'Alema insegnano). Già uno dei fondatori, aveva predetto il modo in cui questo movimento sarebbe finito( Bertrand Russel): Se vuoi far perire un idea, rendila di moda... Tolti tutti i valori, tolto il significato... fu così che diventò moda...

Enrico Baiocchi5 dicembre 2013

Versi che fotografano una triste e amara realtà, ed è proprio l'assoluta mancanza nelle giovani menti di quegli ideali, che ha procurato quest'insana capacità di pensare solo a se stessi, che non vale più la pena di lottare per un obiettivo comune, dove, senza fare retorica, conta solo ciò che si sembra e non ciò che si è, quegli ideali che spingevano i 68ttini a mutare la società, ad arrivare a quelle conquiste che oggi sembra quasi ci si debba pentire di aver ottenuto. Condivisa molto.

Azar Rudif5 dicembre 2013

Poesia molto reale, ma non condivido l'ultima strofa. La rivoluzione anche violenta se serve, rimane l'unico strada per i popoli cui viene tolto anche il diritto di votare (vedasi porcellum). Il voto non si da a chi non sa governare, ma se questo diventa un usurpatore... la rivoluzione non ha bisogno di voti. E' un meccanismo sociale che scatta prima o poi.

Antonella Scamarda6 dicembre 2013

La rivoluzione andrebbe fatta soprattutto con la consapevolezza di giungere ad un governo che segua delle giuste regole e non per sottostare alle regole di chi ci governa... purtroppo oggi la situazione è degenerata a tal punto che ci pare oro tutto quel che luccica, anche se in realtà appena apre bocca ne esce l'olezzo di ciò che veramente è... ma d'altronde, per dirla con le parole di Dostoevskij, basta togliere ad un uomo la dignità del proprio lavoro e del proprio operare e lo si avrà in pugno, potendo poi fare di lui ciò che si vuole... e questo è ciò che oggi sta accadendo, anche se fortemente spero che ancora qualcuno voglia e abbia la possibilità di lottare per gli ideali d'allora...