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Morte 5 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2421 letture

"Maledico i giorni"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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giorni di morte arresi alla vendetta dei cupi inverni (D) Maledico i giorni che verranno e il tuo respiro gelido di sabbia, deserto di un potere indefinito sul frutto scuro della notte cieca Pronuncio rune incise a nebbia e il velo dei dolori già assopiti che tramano le tenebre di sale sul mare ancora morto del dolore Maledico i gesti che hai nel cuore, le albe sconsacrare dal sussurro di un Dio nefasto addormentato. Gli Antichi bruceranno il tuo nome Le squallide preghiere dell'inverno non daranno più rifugio ai torti e pallide le tombe dei tuoi morti avranno una terra dura da tradire Sospiro tracce di liquido veleno Le nere gocce amare del mio seno.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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Azar Rudif5 dicembre 2013

La maledizione è un'arma al servizio del bene e del male. Cambiano solo le formule ed i simboli che ci circondano come "rune di nebbia". Indefinite, ma presenti. Conservo l'intera poesia, ma sopra tutte la quarta strofa.

Tonia Fracella5 dicembre 2013

Un poetare dai toni forti, incisivi... Un senso di ribellione... contro quel tempo avvolto da un respiro gelido di sabbia... come forma di un potere che incidere dolore nell'aria... Ma il passaggio dell'inverno potrà non dare più rifugio ai torti... niente da tradire sullo scorrere dei giorni.