"Maledico i giorni"
Stefano Drakul Canepa
4642 poesie pubblicate
+ Segui

giorni di morte
arresi alla vendetta
dei cupi inverni (D)
Maledico i giorni che verranno
e il tuo respiro gelido di sabbia,
deserto di un potere indefinito
sul frutto scuro della notte cieca
Pronuncio rune incise a nebbia
e il velo dei dolori già assopiti
che tramano le tenebre di sale
sul mare ancora morto del dolore
Maledico i gesti che hai nel cuore,
le albe sconsacrare dal sussurro
di un Dio nefasto addormentato.
Gli Antichi bruceranno il tuo nome
Le squallide preghiere dell'inverno
non daranno più rifugio ai torti
e pallide le tombe dei tuoi morti
avranno una terra dura da tradire
Sospiro tracce di liquido veleno
Le nere gocce amare del mio seno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif5 dicembre 2013
La maledizione è un'arma al servizio del bene e del male. Cambiano solo le formule ed i simboli che ci circondano come "rune di nebbia". Indefinite, ma presenti. Conservo l'intera poesia, ma sopra tutte la quarta strofa.
Tonia Fracella5 dicembre 2013
Un poetare dai toni forti, incisivi... Un senso di ribellione... contro quel tempo avvolto da un respiro gelido di sabbia... come forma di un potere che incidere dolore nell'aria... Ma il passaggio dell'inverno potrà non dare più rifugio ai torti... niente da tradire sullo scorrere dei giorni.


