L'ultimo volo
Azar Rudif
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Nasce ancor di sotto il monte
e scorre per indomito alveo.
Costeggia ancor nero sentiero
ove cenciosa banda senz'armi
inseguiva viandanti e peregrini.
C'è ancor quel vascello
d'algosa chiglia e logore vele
ch'attende chi s'è attardato
ed or fugge da sanguinarie lame?
Sta terminando il tempo concesso,
in lenta decadenza speso
in vite di ceneri disperse.
C'eran fiori ed erbe di gran verde
immersi in brillante luce
cibavam l'anima del nulla
ed eravamo Dei.
Ma ancor s'artiglia quest'anima
al demone del suo buio
che nel profondo s'attorciglia
e d'odio si nutre.
C'è un sentiero nell'aere
che soli si percorre
e nessun t'accompagna.
Lacera anima come specchio
ch'esplode e son frammenti
ove ogni scheggia un infinito,
un'esistenza, una morte
e non riflette luce
e tutto s'oscura.
Là in alto
ove nessun altro è
vola un falco
che più non guarda
ai morenti sentieri di terra.
Or vola
tra un angelo ed un demone
custodi d'un Dio e del Nulla.
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Azar Rudif
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