Oh Terra
Tu terra rossa
che io strappo a pugno chiuso
mi sei compagna in questo chiarore brullo
abisso insondabile
dove si perdono i sogni
e dove ancora tu ... oh terra
accarezzi il grembo che mi fu madre.
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Commenti (3)
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Berta Biagini8 dicembre 2013
E’ bestiale (scusate la parola) quel “accarezzi il grembo che mi fu madre” e ”quel pugno chiuso” vuol dire tanto in questi versi che ripercorrono una vita che non si può certo dimenticare. Sembra quasi che l’autore si trattenga onde non far soffrire chi ha nel cuore. Vissutissima!
Rita Minniti8 dicembre 2013
In questa breve, ma intensa poesia, sembra quasi di sentirlo questo strappo dove affonda il pensiero in quel che è la terra che "fu madre", come scrive l'autore e che, nel tenerla stretta alla mente, disegna tutto un percorso di vita nella quale, la stessa, diventa protagonista e compagna dei sogni.
Francesco Rossi9 dicembre 2013
Sublime il poetare che ci porta in una dimensione naturale dove la natura viene omaggiata dalla sensibilità e dalla bravura del poeta.



