Dopo il diluvio

Furon chiamati angeli
i magici lumi iridescenti
che comparivano la notte
sulle onde del fiume
delle acque che si ritiravano
Si raccolsero stelle
dal grembo delle montagne
dove mendicavano luce
le foglie di betulla
dal nido dello scrìcciolo
Furono ricostruite capanne
lungo i fangosi sentieri delle terre
e si ripopolò il mondo
forse con troppi carri
e certo non poche navi
Non sempre splendette il sole
Molte altre volte piovve
e sempre più di rado
si rivide poi
il Sigillo d'Alleanza
lo splendore del cielo
-a sette colori-
altresì detto arcobaleno
Si rimase in ultimo
col naso in su
Incapaci di ricordare
come fu che a stento
ci salvammo
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Commenti (1)
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Azar Rudif9 dicembre 2013
particolari le immagini che compaiono in questi versi sulla ricostruzione dopo il diluvio. L'ultima strofa a ricordarci di ciò che fu è un monito alle generazioni attuali
