La bestia feroce
andena tatiana
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Mi prende all'improvviso
mordendomi laddove la mia carne è ancora tenera ed intatta
come la nuca di un bambino
mi lascia graffi che nessuno vede
nascosti dai colori dei quali mi travesto
e non la sconfiggo,
mi trapassa e come nebbia mi avvolge penetrando
le poche finestre,
archi in cieli grigi
e piangendomi dentro mi chiama urlandomi
il suo nome:
io sono la Solitudine.
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L'autore
andena tatiana
Commenti (2)
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nemesiel10 dicembre 2013
Poesia che scuote per il dolore vivo che trasuda. Le immagini forti ben rendono la sofferenza della solitudine per esseri, quali noi siamo, nati per vivere con gli altri ma destinati, in fondo, a rimanere isole.
Francesco Rossi12 dicembre 2013
a sollevare questo problema della solitudine che in questo periodo divora chi ne subisce la complicità. Ottimamente Verseggiata.


