Mamma
Ho immaginato di abbracciare
mia madre,
un canto di chimere,
un tumulto al cuore.
Undici lunghi anni
dall'ultima volta sono
già passati,
la rabbia, la sconfitta,
dietro quella
porta lasciate.
Immobili i sensi
intrecciano un sottile
gioco deleterio,
i pensieri rigano l'anima,
le lacrime l'ignaro destino.
Piccolo mio, tornando
dal lavoro mi urlava,
la mamma è quì,
diceva...
Incominciavo a correre
con le braccia spalancate
da lontano, un unico cuore,
una sola mano.
Oggi,
abbasso la testa e
con gli occhi di pianto,
mi ripeto infinitamente:
vorrei quei giorni,
vorrei quel canto...
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L'autore
Sashia
Sono un essere che ama la vita a 360°. Amo le persone che sorridono come inno alla vita , all'amore e alla gioia di esistere. Mi piace scrivere perchè le lettere sono le note della libertà, la loro composizione ti porta oltre ogni limite terreno, ti liberano e con loro libri perennemente nell'azzurro del cielo...
Commenti (1)
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Salvatore Ambrosino4 maggio 2007
Una bellissima poesia, la chiusura mi ha commosso,

