Lo stupro di Firmina
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (7)
Quanta dovizia di particolari, sembra di viverci attraverso, con un macabro brivido sulla pelle, ma Omissam essendo uomo, come fa a descrivere così magistralmente l'abominio dell'offesa più atroce ed eterna all'anima di una donna? Di sicuro hai una spiccata sensibilità femminile, dote rara poter vedere situazioni sotto diverse angolature e punti di vista, molto apprezzabile
toccata nel suo intimo ... violentata nel corpo e nel'anima... toccante lirica che descrive un crimine atroce e gravissimo ...da punire severamente... senza alcuna pietà
Per commentare questa poesia mi devo raccogliere dai pezzi che sono esplosi leggendo, tremano le mani e non solo di rabbia... quanta efferatezza e malvagità esce dalla mano vile, nulla di umano certo, nulla di perdonabile e mi fermo qui, oltre cadrei in cose innominabili. Da questo urlo poetico, l'ammirazione verso questo autore perché riesce a catturare l'impercettibile, nel minuzioso descrivere d'una violenza ad una donna solo chi possiede enorme sensibilità (a volte scanzonatamente celata) riesce nell'intento di squarciare l'indifferenza che circonda... più che apprezzata, applaudita.
Quando leggo di te così, mi travolgi e mi scopro fragile. Non è possibile commentarla le parole non avrebbero senso. Sarebbero di troppo...
Una donna che legge questi versi è sopraffatta da pensieri e sentimenti diversi, emozioni violente e sensazioni che lottano fra loro. Ammirazione per il talento poetico dell'autore, per la capacità dell'uomo di calarsi così pienamente nel sentire femminile, lo sconcerto del perché accadano ancora simili violenze e si debba stare a discutere su che tipo di crimine sia. E' fra i peggiori, atroce quanto un omicidio, superato solo dalla violenza sui bambini. E c'è la rabbia verso quegli uomini che considerano lo stupro come qualcosa di non così tragico, verso quelle mentalità (anche femminili) che lo giustificano adducendo giustificazioni che ledono il senso stesso di libertà e dignità della persona. E ci vorrebbe un'altra pagina...
La sensibilità e la poliedricità dell'autore si esternano su un tema che colpisce per la sensibilità e l'immedesimazione con cui viene trattata, quasi impossibile per un uomo, se non dando ascolto e facendo parlare, senza riserve, la parte "femminile" che è presente in ciascuno di noi (uomini).
Sono rimasta incantata dalla sensibilità e bellezza di questa poesia. Mentre la leggevo mi veniva alla mente lo stupro subito da Franca Rame e mi sembrava di sentire la sua voce quando lo ha portato in palcoscenico. E' vero, chi stupra è un omicida dell'anima della donna. Molto apprezzata







