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Riflessioni 12 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2352 letture

"Germogli di rovina"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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rovine attese sul bordo dei dolori e dei rimpianti (D) Poi giunse l'ultima alba, confine della nebbia per le cose in attesa di un diverbio o di un lembo sulla nostalgia negata alle stelle Le ultime parole erano gocce, rugiada che la luna dimenticava sempre prima di morire sulle strade di una notte debole, senza le ombre I gesti erano ancora velati, note distorte da celare ai sospiri di quelle fate strane senza volto che il fiume corteggiava per dispetto Un taglio netto al contraltare delle speranze morte, avvolte con la seta, sudario dei dolori forgiati dalla creta di una terra con il seme sterile Fra germogli di rovina giurata al cielo.
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Immagine: Cathedral ruins by bpsola

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (3)

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carla composto12 dicembre 2013

sempre versi intensi ed incisivi... una lirica che porta a profonda riflessione sempre bravo l'autore ...

Catia Dinoni12 dicembre 2013

...Un taglio netto al contraltare... versi che calano impietosi come una scure sulle speranze forse rivolte ad un cielo che non da di quelle risposte lasciando sul ciglio dondolanti rimpianti... le rovine incombono chissà... un germoglio spunterà dalla desolazione. Suggestiva con più chiavi di lettura...

Tonia Fracella13 dicembre 2013

Quell'ultima alba appare quasi come un gesto che separa le ombre dal confine... Spazio sospeso nella penombra dove le poche gocce che restano sono parole, le ultime che nel svanire della luna verrano dimenticate velocemente... su quel germogliare di diverbi e nostalgie... fra la terra e il cielo. Suggestiva e intensa in un poetare sempre di grande stile.