No alla vita

Dico no alla vita
sbattendole in faccia
la porta blindata
di una dura rinuncia.
Questa nostra cultura
della colpa e peccato,
non so se c'ha guastato,
ma c'ha di certo traviato;
perché s' io sento costante
e spesso anche ingombrante,
un desiderio primario
farsi spazio da solo
quando sono sul treno,
quando sfioro una mano,
quando faccio la fila
dietro a un fresco profumo;
quando sogno qualcuno
che non è chi ho voluto
e mi sveglio sudato
e mi scopro eccitato,
qui qualcosa non torna,
qui qualcosa non quadra,
non è come tifare
sempre un'unica squadra;
non è come giurare
di aver visto qualcosa,
non è come timbrare
una bolla o un'accusa.
E poi chiedere scusa
per averlo pensato,
sa di morte violenta,
ha un sapore insensato.
E se guardi poi il mondo
e vedi come è andato,
può non sorgerti un dubbio
su ciò che abbiamo imparato?
©
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