Come Può

Come può una luce bianca morire
Lasciare l’ombra a descrivere
splendore del fu medesimo
Eppure decliniamo il capo, consenzienti
Intagliandoci l’un l’altro tempo e grazia.
Raffreddandoci nove con la rabbia di una sola mano
Granitici e crudeli, questo siamo.
Ad impalcare orpelli e a presentare conto al cosmo
Come a ribadire del perfetto la sua imperfezione
ed a distorcere violenza dal solo fiato divino
che sa di noi e sa come unirci.
Non rinnego l’attimo che costringe
né il vuoto dello spazio che ora colgo
E lascio passare sabbia sopra ginecei antichi
sulle caviglie distratte e sul dolce sorriso
Come grani di tempo essi
non ledono e non dimenticano
battono ritmo che disgela
ed ancora lasciano trepido
il sapore di te
mia più grande
debolezza
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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