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Impressioni 14 dicembre 2013 · lettura 1 min · 3225 letture

Campanelli e flashback

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Campanelli di tram echi veloci alle spalle fanno le veci della musica Il rumore delle ossa macina sabbia, cammino nella nebbia in bocca la folata di tabacco già digerita -l'ultimo desiderio spento nel vassoio Non grida nessuno tentativi muoiono sul legno dello steccato Campanelli e flashback, a catena contro cospirazioni di lampioni accesi in pieno giorno Vado ninnando canzoni d’amore con la gonna uguale a un petalo estinto Un volto inatteso, cerco la spunta che fa unico uno sguardo La digressione va, sull’iride del gatto cieco e languido steso sul viale -non mi vede, mi osserva come fossi un rito coraggioso
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (3)

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Angela Fragiacomo15 dicembre 2013

la digressione va... impennandosi negli occhi del gatto inoculandosi nel fitto nemico del giorno - a luci sul viale; domanda: cosa ci faccio sul coraggio, sulle punte di scarpette da ballo? canto... bevo... -chapeau-

L
Leo D’Amico15 dicembre 2013

Calma piatta e grigio triste... Atmosfera perfettamente dipinta che ci fa entrare dentro quel silenzio interiore che pervade. Il verso che mi piace: "Vado ninnando canzoni d'amore con la gonna uguale a un petalo estinto", e che mi fa immaginare come l'amore di una donna riesce a vincere il grigiore del tempo. Bella e Ben scritta!

B
Barba24 dicembre 2013

Si apre a ventaglio e non trascura nulla; "tentativi muoiono sul legno dello steccato" e quel "rito coraggioso" hanno una marcia in più. Si sentono i passi nella città, e quel silenzio che fa caos dentro.