"I silenzi erano un fiume"
Stefano Drakul Canepa
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resta silenzio
a evaporare il vuoto
del fiume morto (D)
Quando ti ricorderai
di lasciare il vento alle sue ombre
la notte avrà ancora poche stelle
e poche parole da incidere nel buio
Avrai un istante solo
da sognare e poi fuggire via
perché il cuore non ha molti battiti
da perdere in questi mattini amari
Gli sguardi erano un gioco,
un'alba da poco tessuta sulla pelle
che resta fredda sulle follie
di un raccolto odiato dalla terra
Quando ti dimenticherai
di queste carezze date con il giorno,
la luce non avrà confini da violare
ma sguardi vuoti da gemere nel sole
I silenzi erano un fiume
gocce di sale per rinnegare il mare.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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carla composto16 dicembre 2013
fiumi di silenzi ... versi pregni di nostalgia, di delusione intensa e bella come tutte le opere del valente autore...
Tonia Fracella16 dicembre 2013
Un silenzio che resta sospeso nel suo ricamo... se il vento verrà lasciato alle sue ombre ci saranno poche parole e stelle a risplendere nel buio... una trama tesa fra gli sguardi... lì dove nascono e svaniscono i ricordi... Quasi poche gocce rinnegate al mare. Versi di grande intensità... in un ritmo sempre perfetto.


