Estrosi sentieri

In punta d'inchiostro
scindo parole
incuneo versi
domando iperbole,
le rime cerco
in frasi in abbozzo
che con dovizia bacio e carezzo.
Levigo orpelli
da quei sonetti,
spigoli e intoppi
che asfissiano a cappio
e mentre esorto alla pace
i pensieri
sospingo l'ego
su estrosi sentieri,
Lieve quel tonfo
sul manto ghiacciato
seguo nell'aria un fiocco aggraziato...
avverto un sibilo leggiadro del vento
pare che danzino eteree le fronde.
Odo e m'allieta il tubar di colombe
o il gaio e sonoro sciamare di bimbi...
tutto ridonda se fausto è il tocco
dell'estro che sfiora e sull'anima spicca.
Come corre la penna sul candido foglio
cercando una rima che doni abbaglio,
nasce così con accorta grafia
l'onirico insieme chiamato poesia.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi16 dicembre 2013
Nel coro soave della poesia la voce poetica dell'autrice primeggia.

