Celeste diario
Peppe Cassese
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Era notte era dicembre
e Giuseppe la sua sposa
bella e fresca come rosa
su un somaro allampanato
conduceva lemme- lemme
per l’appunto a Betlemme.
Non vi dico il freddo e il buio
e il silenzio. In quel deserto
non trovava un buco aperto
e siccome che Maria
era pronta a partorire
non sapeva come agire.
“Dove albergo? Come faccio?”
-pensò Peppe per la strada-
“Dove è giusto che io vada?”
Stava un po’ sovrappensiero
quando l’asino ragliò
e una stalla gli mostrò.
Detto fatto senza tema
i due scelsero quel posto
(visto i tempi) a basso costo
e ne presero possesso
e li dentro che sorpresa
una mucca era distesa.
Con il fiato dei compagni
lui inventò il termosifone
e con tanto di tensione
aspettava il lieto evento
e in quel mentre meraviglia
sacra nacque la famiglia.
In un attimo una stella
trasformò quell’abbandono
era giunto un grande dono
santo spirito d’amore
e da allora celestiale
questo è il giorno di Natale.
Da Giuseppe un artigiano
e Maria la genitrice
prese forma la radice
che vi illumina la terra
perché bimbi in quel brillio
venne al mondo il figlio mio.
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Peppe Cassese
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