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Riflessioni 18 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2158 letture

Liberismo. Ma la libertà?

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Lingue di fuoco s' eccitano Come fiere nel loro cimitero Parole vere poche, a dire il vero. Duri di comprendonio col tempo in tasca Recitano il suadente folle mantra Dell'ossessivo bel quadro moderno. In secondo luogo c'è lui un furbo vecchio detto saggio Che allieta i sorrisi di fine anno. C'è l'altro, un giovane yuppie Col cuore che aspira a volare. Intende ritirare i lembi dalla casa rossa Per ascoltare la monotona sirena Che ad ogni porta ancora bussa E assaggiare i tabù d'un nuovo padre Che i rossi assassinavano nei licei. "C'è una comunità diseguale Ma dall'ugual spietato interesse Che sfida le leggi del dio delle promesse Per abituarci al nuovo vento letale." Sono i fautori delle realtà ultime Sono treni che lisciano i confini stabiliti Sono i credenti del dio dei pervertiti, Nella cui gabbia amano veder saltellare Le pulci della libertà perduta. Sono coloro i quali mettono genti in riga E coi dolci fucili del buon senso Gli sparano pallottole di consenso.
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Un testo che vuole evidenziare diversi aspetti dell'epoca moderna. Per primo ho voluto descrivere molto vagamente gli effetti della televisione sulla coscienza dell'uomo. Nella seconda strofa invece, ho cercato di carpire qualche sensazione sulla politica italiana in riferimento alle ultime vicissitudini. Nell'ultima parte infine, ho descritto gli effetti della nuova ideologia detta liberismo.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (5)

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Francesco Rossi18 dicembre 2013

Questa volta il carissimo amico non ha usato un linguaggio prettamente poetico in linea con il suo stile ma ha affrontato in versi incisivi dove la cadenza e la musicalità tipica di una parte importante delle sue composizioni in questo caso viene meno, ma non è ermetica la chiave di lettura di questo poetare che mi trova in fraterna simbiosi ideale con questo pensiero o meglio con questi pensieri.

Catia Dinoni18 dicembre 2013

Una visione che da riflessione porta a ribellione, pensando che s'apre un dibattito d'ampio contenuto. L'autore in modo chiaro, e senza fronzoli, riporta tra questi versi l'ideologia (di alcuni) di un bel quadretto moderno, confezionato a doc. Direi che di promesse, ne abbiamo avute fin troppe, la realtà dei fatti sta sotto gli occhi di tutti noi, e nulla oramai possono neanche i media in quel vano tentativo d'indorare la pillola. Viviamo in un teatrino dove importante è chi saprà recitar bene la sua parte. Tante belle parole ed un inno di libertà legato con un filo spinato invisibile gettato ai quattro venti. Ma quella libertà dov'è? Se coi dolci fucili del buon senso ci sparano pallottole di consenso. Efficace scrollo, di ciò che è.

Simona Biancolin18 dicembre 2013

Ottima "raccolta" di tre aspetti dell'epoca moderna veramente scottanti. Un quadro politico che segna quasi la fine del mondo e della disperazione e i media che stanno recitando come nel teatro dell'assurdo copioni senza nessun senso e nessuna logica. Versi apprezzati e condivisi.

nemesiel18 dicembre 2013

"Parole vere poche, a dire il vero." Alla TV o in parlamento poco importa... attraverso "pallottole" diverse plasmano le menti, le imboniscono, le intorpidiscono... Neo liberismo... è forse questo? Una esigua minoranza che raccoglie enormi benefici da esso mentre l'ampia maggioranza della popolazione della terra soffre in grandi difficoltà. Argomento forte, quanto mai attuale ed esplosivo perché forse i consensi son finiti... A quando la libertà di pensare senza condizionamenti?

carla composto19 dicembre 2013

argomento forte parole ben spese per questo tema importante... riflessioni che ci prendono belle metafore... e splendida la nota...