"Lievi le vendette"
Stefano Drakul Canepa
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Lievi le vendette,
ruvide pieghe del cuore,
quel piccolo spazio d'acido livore
che libera le ombre represse
Tumide le ansie,
affilate spade del divenire
di un eco troppo grande
per contenere gli angoli del viso
Dolci le sorprese,
quel ghigno sacrificato al buio,
dove l'odio schianta un grido
di trionfante e pura redenzione
Tremende le follie,
digrignate a volto insano
con le ciglia socchiuse al tratto
per non tradire il nero sguardo
Sopite le trame,
che meditano un duro lembo
Forgiato nell'eterno cielo scuro.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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carla composto18 dicembre 2013
sempre versi incisivi ed incantevoli... spesso l'anima nasconde ombre follie tempeste... bellissima lirica...
Catia Dinoni18 dicembre 2013
...Forgiato nell'eterno cielo scuro... si, perché di quel dolore sviscerato dai meandri dell'anima, si nutre delle ombre, facendo inciampare il passo, provocando quelle pieghe sul cuore che difficilmente si lisceranno col tempo. Lirica che colpisce forte emotivamente, con un ritmo serrato ed intenso. Complimenti!


