La conta

Ti trovo bene, traviato e trasversale
come il precipitare di una stella
dai bordi chiusi del presepe in soffitta,
vorrei dirti che mi conto ancora le dita
-venti-
Qualcosa manca
-venti-
Ho da disfarmi dentro per la festa
trovarmi gli auguri, gli abbracci e il totem senza testa
devo cercare Freud e l’albero senza sgualcire l’io incosciente
ricordarmi di fottere almeno oniricamente.
-inconsciamente, venti-
Sono venti, ma tu non conti mai quando bevi,
e bevi sempre, così mi lasci a contare le dita
mentre il natale scivola.
-venti-
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
P
Tutte le opere →
L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!