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Fiabe 20 dicembre 2013 · lettura 4 min · 3173 letture

è ormai notte

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Ancora il tempo non si rimette nevica a frotte e il ciel si taglia a fette il bimbo intirizzito sta alla finestra al freddo, tutto impettito aspetta il babbo rientrare lui sa, che in dono si vedrà portare quel bel gioco tanto atteso. Il tempo passa e anche il camino acceso si sta spengendo nell’ambiente - quando arriva, il babbo- chiede il bimbo insistente - - è passato tutto il pomeriggio e di lui, non si sa più niente! – Risponde la mamma preoccupata per l’incedere del buio, oramai imminente poi, i fari che si avvicinano su per la via e di gioia s’illuminano gli occhi del piccolo comprendendo che presto vedrà il suo dono, tuttavia non è tranquillo, ha appena visto il babbo scendere dall’autoveicolo a mani vuote... Dentro di sé avverte una sensazione sconsolata e in cristalline lacrime, tutto si ripercuote sarà forse una festa crucciata dall’essenza di un regalo, la mia sorpresa... Si apre la porta, entra il babbo dopo tanta attesa incontra gli occhi del figlio cercando di capire nel momento, il piglio del suo sguardo... - Sai Francesco, quel che volevi non ho trovato o meglio, avevo il tuo gioco, ma poi ho fatto un accordo con un babbo preoccupato... lui non poteva concedere al suo bimbo un dono poiché da qualche tempo è disoccupato e i soldi non aveva, ti chiedo perdono figlio mio, ma non potevo rimanere indifferente a lui ho detto che in fondo, a noi, a te, non mancava niente e gli ho regalato il tuo videogioco, con pile annesse! Il cuor mio era assai felice e speravo che anche il tuo fosse fiero di tale gesto... riconosco di essere stato troppo precipitoso nell’azione (disse il padre con sguardo mesto) in fondo, era tuo il regalo, a te spettava la decisione – Il bimbo si fece pensieroso, e dopo aver bene riflettuto... - ma no, che dici... è vero! Ho molti giochi e a questo babbo sconosciuto posso pure donargli il mio, lui di sicuro avrà fatto sacrifici mentre io, posso pure aspettare... in fondo caro babbo, anche per quella famiglia, è Natale! – Fu così che venne la sera... e quando arrivò la notte, fuori, si scatenò la bufera tutti infreddoliti si dettero la buonanotte avviandosi lesti sotto le coperte. Quando fu passata la mezzanotte il babbo si alzò dal letto e tutto solerte scese le scale, andando poi vicino all’albero di Natale. In verità, lui un altro regalo per il suo piccolo l’aveva preso desiderava però capire se in cuor suo fosse naturale offrire ciò che più aveva atteso a chi nell’affanno, ora viveva e mentre all’albero si avvicinava notò per terra una cesta piena di giocattoli che lo attendeva erano tutti del suo bimbo, questo immaginava... insieme ai giochi in bella vista c’era un bigliettino scritto con stentata grafia - caro Babbo Natale, quest’anno non voglio essere egoista e tutti questi doni che qui vedi, ti prego sono da portar via regalali pure a quei bambini, che niente hanno... lo so, te conosci bene gli indirizzi e senza danno porterai loro un po’ di conforto io davvero, ho già molto, non posso dar torto ai miei genitori, semmai se posso chiederti qualcosa vorrei trovar spazio sempre nei loro cuori affinché la nostra vita sia sempre gioiosa - Il babbo sentì le lacrime salire per poi scender giù nel gioire che il suo intendere era riuscito il suo piccolo bimbo era già grande e adesso aveva capito che il cuore non aveva misura, ma la bontà ha solo una dimensione... è immensa quando con volontà si confronta nella condivisione. Adesso davvero in quella famiglia era Natale... e la notte più desiderata era ormai arrivata... Bimbi cari, di tutte le case, anche se vi par normale festeggiare con i vostri genitori pensate a chi niente ha da celebrare, a chi vive fuori dai riflettori e di là dei meravigliosi luccichii soppesate bene il vostro amore e donate parte di voi a chi vive nell’ombra dell’indifferenza... Questo farà di voi, del Natale pura essenza!
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fiaba di Natale? favola? realtà? ...boh!

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (1)

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Francesco Rossi20 dicembre 2013

Ho letto questa fiaba in chiave mista a poetica e prosa, ma pur nei brevissimi tratti descrittivi e l'autore data la complessità della forma scritta non poteva fare altrimenti rende piacevolissima la lettura.