"Il rumore dei rimorsi"
Stefano Drakul Canepa
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pallido cielo
volato fra i rimorsi
di un nero inverno (D)
Ricordi il tempo del profondo buio,
con il sole che si nascondeva sempre
anche nel giorno quando il vento
vagava un respiro, un solo pensiero?
Le nuvole attendevano una lacrima
ed una carezza bastava a far tremare
il soffio dei pensieri sopra a un fuoco
troppo pallido per bruciare la pelle
Ricordi il vasto lago ed il fiume nero
che avevano portato via il dolore
ed i suoi sottili segni incisi sulle gote
da un inganno accennato ad arte?
La luce credeva nel ritorno dell'estate
e nelle intense piogge appena sciolte
sui confini di una bruma ignota,
fredda, abbandonata alle desolazioni
Il rumore dei rimorsi sopra a un cielo
Troppo lontano per nascondere le stelle.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (4)
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carla composto23 dicembre 2013
il rumore dei rimorsi a volte é silenzio che pervade l'anima ... pensiero fisso sche scava dentro... versi incisivi e belli
Catia Dinoni23 dicembre 2013
Quanto scava e fa rumore questo rimorso, colpisce per come arriva in tutta la sua intensità, commuove nel soffio di pensieri, punta lo sguardo al cielo nel ricordo della luce che scaldava l'anima. Stupenda.
elena rapisa23 dicembre 2013
Anche il cielo più fosco s'illumina nel ricordo e attanaglia il rimorso di non averlo compreso. Intensa come il rimpianto e tanto bella
nemesiel23 dicembre 2013
Poetica particolarissima del nostro autore, fertile di immagini di struggente bellezza. Gemma: "Le nuvole attendevano una lacrima ed una carezza bastava a far tremare il soffio dei pensieri sopra a un fuoco troppo pallido per bruciare la pelle"




