La vigilia di Natale

Vorrei spendere qualche parola oggi,
anche per domani.
Quando avrò tra le mani
vassoi di cioccolatini
e silenzio.
Per quegli istanti prefestivi solitari
e il Natale che incalza.
Una sera qualunque
o una fonte di calore familiare
che sembra non essere abbastanza.
Mi piacciono le famiglie allargate,
forse perché la mia è ristretta per definizione.
Intanto,
ogni secondo
ha già scelto in quale fiocco di neve cristallizzarsi
ed è quasi ora di cena.
Pensandoci,
un rapporto di cortesia può restare intatto per sempre,
a differenza di certi amori che sanno dissolversi al chiaro di luna.
E c’è qualcuno che vorrebbe parlarti,
con un certo imbarazzo,
con un certo affetto.
Sul divano,
con le unghie dei piedi naturalmente perlate.
La scure dei numeri sta tagliando un'altra parte della nostra vita,
ci rifaremo il prossimo anno,
per tutto quel che non è stato.
Per la tristezza di ieri
e il colore salmastro del lungo mare mai intrapreso.
Ma sai cosa c’è di buono?
Il conoscere che non è una notte qualsiasi,
perché qualcosa di magico è accaduto.
Ho trovato,
tra le scatole,
accanto a quelle logore,
un paio di scarpe mai indossate.
Che sia di buon auspicio
per l’anno a venire.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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