L'affinità elettiva
Ti lascerò libero, amico mio.
Ti lascerò una cavità al mio interno
Quando vorrai tornare, sarai il benvenuto.
Sei sottocutaneo, dal primo istante.
Fluisci nelle mie più recondite arterie,
dal primo istante.
I pianti
per la tua assenza
si mescolano
all'apatia dei giorni inermi.
Ed io sono sola, nel mio calvario,
a domandarmi
Cosa ne è
della nostra
affinità elettiva?
Cos'è rimasto?
Cosa ne è
degli intensi momenti?
Cos'è rimasto?
Cosa ne è
dell'eterno scambio
per me vitale?
Cos'è rimasto?
Le mie sensazioni
si intrecciano e appaiono
grezze
come le medesime di un cane
abbandonato
sul ciglio di un'autostrada.
Ma
ti lascerò libero, amico mio
Ti lascerò spazio.
Cosa ne è?
Cos'è rimasto?
©
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Commenti (1)
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Elle10 gennaio 2014
Cosa c'è di più devastante di un rapporto così importante quando accade qualcosa che lo ostacola? specie quando tale amicizia la si definisce "elettiva", quel legame speciale che nasce per tante ragioni venute a soddisfare bisogni reciproci. Un clic, un improvviso arresto di una fornitura d'energia che nutriva i giorni, il cuore e l'anima. Straziante ma anche di crescita. Le persone che incontriamo a volte ci insegnano anche quel dolore che ci farà crescere, evolvere, maturare cosa di noi deve per sopravvivenza riuscire a mutare in un passo più consapevole. Quel dolore è ricerca, dentro e fuori di noi. Ci indurisce, ci spinge avanti. Gocce di orgoglio che iniziano a penetrare e a dirci "ma in fondo Mi meritava?"...
