Era d'inverno

E sono qui oggi
nelle mie stanze senza tempo
a riempire a stento
gli spazzi vuoti
che hai donato al silenzio
pareti
dipinte
dalla mia ragione evaporata
ci vedo forme
movimenti
e gesti
lasciati intatti come impronte
ombre sul soffitto
che corrono veloci
elaborando
le mie frattaglie di pensieri
e parole
tossite appena
da queste mie labbra
vedove di quei baci
che mi hanno reso schiavo
e sogni
che si perdono nella memoria
come palloncini
sfuggiti dalla mano inerme di un bambino
che ora sento piangermi dentro
e quel pianto
mi lacera la gola
come un respiro di brina salata
in un mattino freddo
dove è sempre inverno.
©
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L'autore
Turan
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