Dell'incontro fra Swann e Leopold Bloom
Notte asciuga le mie pene
rantola Leopold
trasandato
volto asciutto senza età
nelle mani il vuoto della vita
questa nebbia mi pervade
lacrima Swann
imbellettato e statico
con quel nevo che buca il viso
compito e breve
i due si scrutano
le loro ombre diventano una bestia sola
Leopold
respira qualcosa
le labbra sembrano catrame
alza il bavero della giacca
nascondo il mondo pensa
Swann
osserva limpido
sente freddo alle gambe
vorrebbe parlare
ma il fiato gli si fa ghiaccio
alza una mano
l'altro
-non ho voglia di piangere-
indietreggia avanzando
Bloom deve andare avanti
la notte non finirà teco
m'aspetta
livida semovente
Swann s'avvicina
prende il suo viso tra le mani
bacia i suoi occhi
carezza il suo mento
di scatto volteggia all'indietro
se ne va
Leolpold Blooom
lo vede divenir luccicante
no
non sei il mio sole pensa
riprende il suo tragitto
ora sa
che non finirà mai...
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (2)
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A
Antonio Terracciano29 dicembre 2013
Sognare di far dialogare fra loro questi due personaggi emblematici della letteratura del Novecento può venire in mente soltanto a un lettore forte e attentissimo, qual è, evidentemente, l'autore di questa preziosa poesia.
Carla Colombo29 dicembre 2013
"Indietreggia avanzando", genialmente racchiude un senzo di sconfitta, di inanitá nell'inazione che accoglie ammaliante ed ammansuente, meglio non fare, costa troppa fatica

