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Impressioni 28 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2231 letture

"Poche favole"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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favole morte nel cielo immaginario di un dio malato (D) Perdevo le nuvole ogni volta e se mi avvicinavo a quel dolore mi perdevo anche nel cuore o fra i segni di un astratto seme Tu non parlavi mai a lungo e prima della sera avevi un fremito di strana nostalgia tirata a lucido su mille sfere color del mare Eppure non hai mai odiato l'alba ed anche i respiri delle ninfe attendevano con te le nebbie o forse i primi clamori dell'estate Smarrivo l'orizzonte ogni notte e se mi allontanavo da quel colore era per inseguire poche favole già morte nell'abbraccio delle stelle O fra le fauci di un distratto nume.
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Immagine: extra terrestrial by RoadioArt

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (3)

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Jura29 dicembre 2013

L'alba fagocita i sogni, le divagazioni, le smanie notturne che muoiono nell'abbraccio delle stelle. Lirica che suscita la curiosità di sapere cosa cela la notte del poeta e cosa resta da vivere nelle ore di sole. Caratteristica piacevole dell'autore l'utilizzo della scansione temporale che ritma i suoi versi, immersi nella retrospettiva di un qualcosa che fu.

Catia Dinoni29 dicembre 2013

Un verseggiare coinvolgente, abilmente questo autore cattura con le sue liriche imbevute d'un alone di misterioso fascino... poesia che suscita domande, porta a quelle poche favole... sospese.

nemesiel29 dicembre 2013

Atmosfere magiche come le emozioni da cui nascono... e che sanno suscitare nel lettore. La gemma di oggi: "Perdevo le nuvole ogni volta e se mi avvicinavo a quel dolore mi perdevo anche nel cuore" ...sensibilità dell'uomo, arte del poeta