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Cronaca 30 dicembre 2013 · lettura 2 min · 2121 letture

L’uomo che credeva diverso

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Violeta C 171 poesie pubblicate
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Eppure non sognava un uomo violento, perché capire diventava a volte tana del terrore. Storie, come tante discese negli inferi dell’anima, sul sentiero che attraversa questa selva di vita, dove non incontri animali feroci ma bestie in vestiti firmati. Gelata dalla paura, in un luogo senza tempo, abitava una donna. Viso stanco dalle urla imprigionate nella gola, occhi affaticati dagli insonni ricordi. Con quanta solitudine apriva le sue finestre, si guardava intorno e bussava ogni giorno, con un ventaglio di abitudini manifeste, alle porte di un cuore pietrificato. Galleggiava nell’inquietudine per un etto d’amore, china sul cucciolo senza parole che non abbandonava mai. Insieme lottavano, per diventare ciò che la ragione tentava di liberare. Nulla è cambiato. Nulla cambierà. Di tanti inferni ardevano le sue ferite, lasciate dietro zolle di consumate distanze. Quando l’arsura dell’estate incontra le piogge d’autunno, l’uomo che credeva diverso, mentre di tuoni e fulmini erano fatti l’ululare dei suoi venti, picchiava forte le sue dita a pugno strette che raccontavano la fine di un amore, nel silenzio infinito della morte.
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Per non dimenticare che una delle piaghe della nostra società è la violenza sulle donne.

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L'autore
Violeta C

La poesia è un’intima amica alla quale confidare ed affidare la mia anima. Vivo a L’Aquila dal 1994. Ho 2 figli adolescenti e lavoro come insegnante di sostegno. La passione per la poesia si è rivelata in seguito ad un tragico evento accaduto alcuni anni fa a L’Aquila: il terremoto dell’Aprile 2009. Ho iniziato a scr

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Commenti (2)

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Riccardo Ruschetti30 dicembre 2013

L'arroganza di poter abusare della propria forza come unica fonte di giustizia... giustizia sommaria! Sono enormi macchie che feriscono solo a guardarle... macchie che certi esseri (non sono uomini!!) non lesinano forze a lasciare sulle guance dell'innocenza sprofondando sempre più in quelle sabbie lontano da ogni luce. "Bestie in vestiti firmati"...il dolore proprio dove non t'aspetti è lì...pronto ad azzannarti! Una lirica che solo a leggerla mette rabbia... ma la rabbia oggi non basta più...non può più bastare!

Bruno Leopardi30 dicembre 2013

Senza se e senza ma, se non ora, quando? Volutamente frasi entrate nel linguaggio comune, per dire che fa male tutto questo. Da giovane degli anni '70 posso solo constatare che parte delle conquiste di quegli anni si sono perse e credo che ciò si deve anche ai media (tv in testa) che oggettivizzano la donna in tanti modi. Che il 2014 sia l'anno dei valori e del rispetto. Bella poesia, colma di dolore e sofferenza ma bella.