L'incontro
elena rapisa
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Fu un rincorrersi di pressanti sguardi,
un fuggir di dita impazienti
dal primo tocco già unite.
Mentre l'autunno confinava il sole
per loro esso nasceva.
Le nuvole si fecero alcova, il vento profezia d'amore.
Provocarono eccitanti cascate
nel narrarsi istintivo
lo spazio temporale del prima,
loquaci e frettolosi nello svelare,
quasi febbrile esigenza.
Muovendo sincroni passi s'inoltrarono nel tramonto
ritardando l'alba.
Poi,
nel lasciarsi, le dita
trattennero brandelli di cuore
e nell'occhi, lambenti le labbra
trasmigrarono mute l'anime.
Imprevedibile amore giunto quale folgore
a fondere destini
e licenziare il tempo.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli31 dicembre 2013
Versi bellissimi dove il sentimento si confonde con il sogno, ma vissuto realizzato... armonia e belle immagini!
Catia Dinoni31 dicembre 2013
Versi che rapiscono per bellezza, dove l'amore compie il suo prodigio e unisce seppur nell'attimo sfuggente due anime pellegrine dei propri desideri, rubando la notte e ritardando l'alba... nulla si poteva sprecare. Affascinante lirica che libera sogni.


