Eretiche Fragilità
Sandrine Novelli
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D'intorno il nulla,
controllo il respiro,
piano, lentissimo,
ancor più lento
è il battito
dell'involontario
muscolo.
Silenzio, follia,
sazietà, fame,
avida dei tuoi abbracci
dissacro la mia fame,
per vivere
sopravvivendomi,
nell'isteria del mio ventre,
langue il desio,
invano, vago, brancolando
nell'assenza delle tue mani,
ancora carezze vuote d'amare.
Vorrebbe sprofondare
questo bulimico corpo
nell'amnesie mutevoli
nelle forme del non essere,
è oramai perduto
nelle colpevoli
occhiate feroci
dei miei aguzzini,
intolleranti giudici
di queste mie
"eretiche fragilità"
E' oramai
perduto il senno,
smarrita è
la mia logica sociale,
nell'insana asocialità,
mia apatia crudele,
nel passivo rincorrere
solo negromantici
pensieri evoco
vite finite,
già sfinite,
scarnee ossa
dalle svariate forme,
dall'irrealtà reale
delle mie generose
follie.
Eppur mi vedi
son qui, ferma,
immobile,
mentre un ghigno
rivela il sorriso
ch'è fisso, inciso,
sul mio volto,
immagine passiva,
d'intraducibile
trascrizione!
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Sandrine Novelli
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli2 gennaio 2014
Una società che ammette solo la logica la perfezione mentale (imperfezione statica) ... Una lirica che mi ha coinvolto emotivamente colpito sia per la tematica importante sia per la sensibilità e bravura con cui è stata liberata dal cuore!

