"Mina (L'ombra di una notte greve)"
Stefano Drakul Canepa
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stella cadente
luna che non mente mai
una parola (D)
Lei sentiva i suoi passi leggeri
nell'ombra di una notte greve,
il respiro appena votato al male
su un lamento atteso nel languore
Le porte aperte e le finestre scure
spalancate al ritmo degli affanni,
luce fioca disegnata dai silenzi
di una lama affilata e ignota
Lei sapeva di un rimpianto breve
giurato sul vento degli inganni
e di una luna ancora da baciare.
Cento stelle maledette al sole
E un'aurora mai veduta in cielo,
spirito guerriero che non mente
mai se non nell'ultimo ricordo
di un'intatta tenebra del cuore
Lei tremava in un'eterna storia,
Unica memoria di una luna nera.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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carla composto4 gennaio 2014
intensa lirica in versi toccanti incisivi forti... intrisa di rimpianto, d'affanni di lunghi silenzi... ormai compagni
nemesiel5 gennaio 2014
Splendida immagine di una donna e del suo sentire. Una raffinata e tenera commistione fra fragilità, tenerezza, malinconia per una figura dolce e lieve quasi eterea con i suoi passi leggeri nella notte greve di una vita o di un accadimento... eppure vi è quel "il respiro appena votato al male" che inquieta e disorienta. Fascino inequivocabile dei versi di questo pregevole autore


