Mentre che aspetto scrivo
Peppe Cassese
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Mentre che aspetto scrivo
su questa mezza carta arrotolata
gli stupidi pensieri
che ho coltivato a lungo
in quest’attesa
che sembra non finire
legati ai passi erosi dall’amore
piagato dai tuoi giorni maledetti
quando sviando languide promesse
mi davi quattro soldi di moine
cercando di dannare il mio penare
fissato a coniugare il verbo amare.
Mentre che aspetto scrivo
rubando le parole a questo cielo
che trama ancora e ancora mi tormenta
dietro i disegni astratti della mente
incisi sulla sabbia del tuo dio
derisi dai bisogni del mio io
dalla ricchezza vuota della vita
che stanca di balorde atmosfere
si perde a navigare sottovento
e intanto che non vieni non mi pento
e rido del mio essere bambino
e torno a secondare il burattino.
Mentre che aspetto scrivo
puntando su quest’essere incompreso
con la mia penna della ideografia
buttando qualche verso senza senso
sul bigliettino di uno strappa- nei
deciso a resettare attentamente
il calendario del novantatre
quando il mio merlo si stancò di te
e aperta la sua gabbia delirante
volò lontano ma così distante
che l’eco del tuo avverbio circospetto
lo ridestò e non bagnò più il letto.
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