Pasteggiava il tè con Prevért accanto
Francesco Falconetti
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Pasteggiava il tè con Prevért accanto,
assaggiando morbidi biscotti al burro
mentre un soffio lieve d'ali di farfalla
nel suo giardino di zaffiri
le accarezzava il viso, rugato dai ricordi.
La sua vita, in penombra
scandagliava il crepuscolo
e Joyce, suo compagno
ne accarezzava le cineree ali,
accartocciate da quei raggi di sole stinti
che filtravano al mattino da quel belvedere ad est,
dritto dritto verso quel viale che non portava a nulla.
Lei aspettava, seduta a quella seggiola dondolante,
da anni agghindata, come lei
in attesa,
del suo ritorno, del suo dolce sorriso
con la sua ventiquattrore indaffarata
di vent'anni prima,
proprio quando le sorrise, l'ultima volta,
ormai.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (4)
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nemesiel5 gennaio 2014
Versi molto particolari, di squisita eleganza e grande suggestione che hanno saputo creare una atmosfera retrò lieve e malimconica, struggente.
Rosita Bottigliero5 gennaio 2014
versi ricamati di una dolcezza unica... ...molto elegante la forma... complimenti
Vincenzo Strani5 gennaio 2014
Versi delicati, dolcissimi ed armoniosi. Si legge con trasporto e si vola attraverso la lettura. Complimenti.
Berta Biagini5 gennaio 2014
Il tempo non cancella quel savoir- faire d’una volta, in esso ritroviamo con stupore quanto dentro di noi ancora palpita.




