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Fantasia 5 gennaio 2014 · lettura 1 min · 828 letture

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Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Ho inghiottito un uccello abbiamo volato per un'ora su un'ipotesi di cielo poi una nuvola ci ha inghiottiti _Fissità della luce_sagome della fame_archetipi nascondigli della memoria Ora scende la pioggia le parole si bagnano certi giorni sono imprendibili come tanti acquitrini che danno forme strane all'amore io sono il gambero e la conchiglia e l'albero nudo acquattato e il vento che mi sposta i piedi ho quattro lune e tre fiori di carta da ricamare e sono il gatto che mi rimbalza e l'orto e il matto senza dolore sapessi scrivere lineamenti agli argini con la lingua incidere l'urto incomprensibile alla parola la pianta che esce dal mare il suono che sa stupire l'idea che appare e scompare sapessi davvero capire quando non sono quando son'io lo specchio e la fame quando una scaglia qualcosa alla fine dell'occhio rimane
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (3)

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Jura5 gennaio 2014

In ampie volute, la mente si libra inseguendo immagini, si ubriaca e l'uomo può diventare il tutto e il niente, compreso e compresso nelle dicotomie della vita. Eppure "qualcosa alla fine dell'occhio rimane": la profonda sensibilità dell'autore.

Amara5 gennaio 2014

ho visto due scaglie... una che nel volo ricorda la zavorra del silenzio... e un'altra che quando tutto è grave e muto, brilla del volo magico: dell'ultimo e del prossimo... ho la presunzione di averla compresa in pieno e di poterla fare mia... bellissima per me...

Elena Poldan10 gennaio 2014

Scendere negli abissi dell'anima e cercare di dar voce al caos, è impresa davvero non facile; ma, il poeta dal linguaggio lunare, ci prova e quello che ne vien fuori è un mondo colorato e variopinto, con strazi di dolore e lacrime rafferme e ali e tele dipinte con nuvole di carta: il suo universo emozionale, che dona senza posa e senza rime.