"Albero dei veleni neri"
Stefano Drakul Canepa
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semi di cielo
l'albero è ormai il perduto
fuoco del sole (D)
Albero dei veleni neri
partorirai semi di sangue puro,
dolore che di notte asciuga e trema
l'ultima melodia della prima luna
I campi ormai bruciati dalla sorte,
fiato di sale che richiama il mare
al deserto di una povera follia
che faceva dell'amore unica traccia
Corvo dei rami abbandonati,
volerai sulle tracce di grigio rimorso,
disperazione del vento senza pace
che in tre aliti ha fugato tenebra
Le spore ormai perdute nelle sere,
riflessi di un antico perdono
tradito dal malessere degli anni cupi.
Tre giorni per gettare fiori e nuvole
Nel cielo che ha più colore.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (4)
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Rita Stanzione7 gennaio 2014
Palpabili tracce di satgioni perdute... versi di grande impatto, profondità che l'autore sempre imprime alla sua poesia
Gentiana Marika7 gennaio 2014
L'ultima melodia della prima luna - il Poeta usa sempre figure coinvolgenti, la sua lirica sa sempre colpire. Mi congratulo per la bravura!
carla composto7 gennaio 2014
versi intensi metafore coinvolgenti... sempre un piacere leggere queste belle liriche...
nemesiel8 gennaio 2014
Versi che disegnano un "paesaggio" che non sembra avere più possibilità di ripresa... eppure vi è quel verso finale che sospende la "condanna". Onirica e intensa.




