La rosa di plastica

Venne soltanto
un attimo più tardi
in quella gelida
mattina di gennaio
il volontario
dei City Angel
con una coperta
un brodo caldo
una parola gentile
per portarti conforto
nella tua casa
di cartone sporco
e coperto di brina.
.
Tu eri già morto.
Nell'angolo più buio
di un cortile
vicino alla stazione.
Un altro angelo
era arrivato prima.
Nessuno ti conosceva.
Nessuno disse qualcosa.
Ma qualcuno portò
una rosa di plastica
da offrirti e l'adagiò
su di te piano
per non ferirti.
©
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L'autore
Angela
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Commenti (1)
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Francesco Rossi12 gennaio 2014
Una poetica sul sociale che diffonde consapevoletta verseggiata scioltamente e con buona forma dall'autrice.

