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Riflessioni 14 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2204 letture

Quanto vorrei

Rosanna Peruzzi 570 poesie pubblicate
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Non riesco più a sfiorare nessuna rosa senza pungermi le dita quanto vorrei non essere quella che sono essiccata foglia appesa a rami che non riconosco un bicchiere di cristallo vuoto in bilico su di un cavo elettrico mentre la luna trema nel cielo plumbeo l’eco dimenticata tra le trame del vento l’illusione di un amore materno mai sentito sulla pelle e nemmeno nel cuore quanto vorrei essermi sentita almeno per un attimo FIGLIA avrei sentito crescere erba fresca di rugiada dentro l’anima brulla il sole sarebbe sorto dentro i miei occhi per l’eternità fino alla luce perpetua
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L'autore
Rosanna Peruzzi

Sono nata il 13 giugno nel 1985. Abito in provincia di Verona sin dalla prima infanzia. Ho sempre amato l'arte e la poesia e questo sito è stato il luogo dove mi sono potuta esprimere ed è stato un modo per far conoscere la mia anima ed i miei pensieri a chi come me si nutre di emozioni e sentimenti veri.

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Commenti (8)

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Elle14 gennaio 2014

Uno spasmodico bisogno d'appartenenza alle origini. Un bisogno di quella madre- grembo- nido... Braccia accoglienti, calore. Momenti che trovano un vuoto, che vorrebbero cullarsi in quelle braccia.

Catia Dinoni14 gennaio 2014

Molto ben descritto quel senso di vuoto che circonda, il voler ricercare il senso materno nelle sue complesse sfumature ma anche il bisogno estremo di sentirsi parte di quelle radici... essere figlia, tornare in quei luoghi dove profumate erano le rose nell'accoglienza del tepore di casa. Molto espressiva e ben stilata.

Rosita Bottigliero14 gennaio 2014

Un bisogno di essere e di sentirsi bambina, figlia e donna... quel silenzio che non regala affetto... mi ha emozionato molto... la struttura e il contesto sono da poetessa sublime... compl. ti

Francesco Rossi14 gennaio 2014

La poetessa mette insieme considerazioni veritiere espresse in poetica intimistica non tanto per la visualizzazione del suo stato d'animo ma coglie aspetti che purtroppo sono comuni a molti. Avere il dono di poetare e quindi di aprirsi con un universo esterno come quello del sito è sinonimo di trasparenza e grande condivisione.

Giovanni6214 gennaio 2014

Almeno per una volta sentirsi veramente amati e compresi, almeno per una volta sentire calore e affetto tutto intorno e non pungersi più toccando le rose. Splendida poesia.

carla composto16 gennaio 2014

un bisogno di ritrovare se stessi l'essenza che é in noi ... versi eleganto e pieni di raffinatezza bella

Duilio Martino17 gennaio 2014

Dice tutto quel "per una volta sentirmi figlia..." Credo non ci sia miglio modo di esprimere la necessità di sentirsi amati che iò sentirsi nel grembo materno... FIGLIA. Senso di vuoto meravigliosamente espresso. Splendida!

Giacomo Scimonelli23 agosto 2016

un verseggiare chiaro, sincero e coinvolgente... versi commoventi di un'anima che non si è sentita amata come avrebbe voluto... la mancanza dell'amore materno è alla base di questa introspezione che mette i brividi a chi legge... immedesimarsi in questi versi non è difficile per la bravura dell'Autrice che verseggia in maniera chiara ed incisiva... una parola abbraccia l'essenza e il significato di tutta la poesia... la parola FIGLIA ...malinconia e tristezza convivono in ogni verso... sentita e condivisa...