"A segnare la sera"
Stefano Drakul Canepa
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passi di cuore
a segnare la sera
come un lamento (D)
Quella terra nera ti aveva segnata
sul bordo dei sogni e delle rive
di un fiume troppo impetuoso
per negare male ai primi incanti
Ogni filo d'erba era un peccato
ed ogni goccia un desiderio vuoto
sacrificato ai giorni di sole pallido
a metà inverno, a volo sordo
Un velo di voce a cogliere petali
e raccogliere inganni come le api
spiravano polline al vento del sud.
Quell'assenza ti aveva forgiata
Eppure le mani restavano nude
al suono dei muri privi di pace
che la città sbiadiva poco a poco
senza una strada a parlare di follia
Senza una luce a segnare la sera.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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nemesiel21 gennaio 2014
Una terra che ha segnato una donna, la sua anuma e certamente il suo percorso... ed una realtà più amara, contemporanea e "cittadina" che freddamente l'avvolge. Storia di donna, comune a molte...
Catia Dinoni21 gennaio 2014
Con delicatezza questa lirica accompagna il cammino di una donna, nel suo passo traccia il solco non sempre senza dolore... terra nera sporcava il suo cammino, nella luce che della speranza ancora fu lontana... un tratteggio sublime.


