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Morte 25 gennaio 2014 · lettura 2 min · 1934 letture

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omissam 412 poesie pubblicate
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Sbadiglio con fare idiota mangio cianfrusaglie m'immergo nel fatuo della tv il nulla m'investe cosce glutei mentecatti poi due braccia nere come rami rampicano verso me occhi grandi come il vuoto manine che sembrano carezzare la mia inettitudine lettino di bambù sdraiato su un fianco mi guarda osserva ogni mio movimento bracca le mie mosse sciatte ho paura di tutto ciò e lui muore scappo mi segue i suoi occhi fanali di luce morente attorcigliano le mie budella con ipocrisia filosoficamente occidentale piango quelle lacrime che non asciugano ma lui mi guarda pancia gonfia come quel pallone che non inseguirà mai... la madre -fatalmente annoda i suoi perchè- gli tiene le mani non ha cibo neanche un chicco di riso da donargli sta lì aspettando che vento secco della morte lo porti in un posto che non sa certo migliore di questo pensa... con codardia tutta mia fuggo spengo il televisore apro il frigo colmo di roba che forse neanche aprirò chiudo un fragile clic Tobiah non è più di questo mondo... esco vado al supermercato devo riempire i miei niente
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L'ultimo mondo di Tobiah. Nome di fantasia. ...hai impiegato trenta ...forse quaranta secondi a leggermi... in questo stesso inutile, futile tempo trentatre piccoli TOBIAH SON MORTI PER FAME O MALNUTRIZIONE... e io, vanesio sciocco, piango e, fatalmente faccio finta di niente... contribuendo così a queste oscenità consapevoli...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (6)

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Matilde Marcuzzo25 gennaio 2014

ho impiegato un nano secondo ... wowissimo vortice di realismo a suon ermetismo classe ...21esimo secolo, anche così ...anche il sociale! ! fantastica ultima strofa.

Massimiliano Moresco25 gennaio 2014

Devo riempire i miei niente... è proprio così, tutti noi depressi od omuncoli con problemi da quattro soldi non facciamo altro che ingozzarci di beni per non pensare al nero che ci pervade.

Antonio Biancolillo25 gennaio 2014

E io che faccio... e noi che facciamo... E ci si sente così insignificatamente piccoli e capaci solo di far finta che ci colpisce questo dramma sociale... e intanto andiamo a sprecare altrove e per altro... il nostro breve tempo...

Catia Dinoni25 gennaio 2014

Impeccabile testo nel consueto stile dell'autore... "colpire senza pietà", cruenti versi che si presentano ai nostri miserabili occhi che ogni giorno scorrono sulle immagini che i media tanto succosamente ci servono sul piatto degli ingordi, quanti piccoli Tobiah ci passano davanti e rimaniamo impotenti sui nostri sofà a guardare? E riempire quei vuoti... nella disperata ricerca che forse colmeremo lo stomaco di cibo per giustificare quel senso di colpa... Nel frattempo un altro sguardo non guarda più a quel cielo.

h
hy ju26 gennaio 2014

Quando la poesia diventa messaggio, grido, segnale d'allarme lanciato in mezzo al petto del lettore, che resta colpito e affondato...

elena rapisa7 febbraio 2014

Questo sei TU E mi prendi alla gola, mi fai sentire smarrita nell'impotenza del fare, del dare. Solo sentire...