Silenzi inquieti

Un silenzio inquieto, un esile
filo di vento, tra le fessure
di vecchio legno.
Ombre allungate tra decrepiti
muri, giochi di braccia e arti
dolenti, non è magia, ma violenza.
Sempre ad urlare, fagocitare
ragione personale di egoismo,
per sfociare nell'unica soluzione,
routine e logorio.
La fine ormai all'angolo,
basta strascichi pietosi,
basta assoluzioni.
Tra mura domestiche, ogni fine
è un inizio, ogni decisione
refoli di vento amico.
©
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L'autore
Rita Vieni
Amo la tranquillità domestica, il mio quieto vivere. Semplicemente io, moglie e madre. Da poco ho scoperto la gioia e la serenità che mi infonde la poesia, scrivere è un rivelarmi e uno scoprirmi sin nel profondo. Nei momenti di malinconia mi affido ad essa, imprimo parole di un vissuto a volte di profonda gioia e r
Commenti (1)
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Francesco Rossi25 gennaio 2014
Ben scritta questa poesia denuncia. Un percepire di sostanza trasmesso in versi coinvolgenti ai lettori della poesia.
