"Al pianto e alle maree"
Stefano Drakul Canepa
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pensieri scuri
coltivati a lamento
per non svanire (D)
Temo i miei pensieri oscuri
ed è fragile strada sul percorso
che ha ucciso la tela a mezzo inverno.
Le chele che ghermiscono il coraggio
Tremo i miei destrieri senza notte
e deboli i ferri che fanno dell'inferno
un cupo oltraggio da evitare,
altare di troppe primavere ottuse
Il sangue caldo è già stato versato
sui germogli vivi di elleboro
e simile ai rimorsi questo cielo
già nudo delle lune a volo immoto
Credo nei miei segreti sogni
ed è il soffio degli ingordi Dei sovrani,
gli Antichi che piangevan sorti ed ere
sul velo delle piogge ricamate
Già consacrate al pianto e alle maree.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Rita Stanzione25 gennaio 2014
Immagini di grande impatto, in versi che trasportano nelle atmosfere abilmente create dall'autore. Ottima poesia!

